Come acrobata volteggio nel vuoto dell'incertezza.
La ragione con presa forte frena ogni fuga dalla realtà.
La mia anima mosaico sconnesso.
Granelli di vita le sue tessere vitree.
Nascosto nelle falde dell'io
lo spettro dell'anima alberga con le sue naschere.
I fantasmi del cielo
liberi di volare nella vaghezza del creato
ricoprono la coltre della terra
presenza palpabile dell'enigma della vita.
Volo
la vita è un volo.
Ogni desiderio una meta da raggiungere.
Ogni dolore una spina da evitare.
Ci si libra nel cielo per sentirsi
liberi
leggeri
potenti
ma è solo un inganno perchè la meta è
la fine.
Io pellicano
metà terra metà cielo
sempre pronto a non ferire il suolo
col mio passo deciso
osservo le lacrime
gonfie di speranze negate
pronte ad inondare il percorso del mio cammino.
Pensavo d'essere un angelo
sfidavo la forza di gravità
col sorriso dominavo la realtà.
Ora sono in caduta libera
osservo il mondo chiusa
nel vortice dei miei pensieri
di oggi e di ieri
Vagavo alla ricerca della mia identità.
Ombre, persone, viaggi
affollavano la mia mente
e mi risucchiavano
nel vortice dei ricordi,
aumentando il senso di vuoto
che il passare del tempo
tesseva dentro di me.
Tutta apparenza è la realtà
vaga e mutevole.
L'incertezza del giorno
nascosta da una maschera
di morbido velluto
offre lo sguardo alla penombra
impassibile
malinconica presenza
che avanza prepotentemente.
Il mistero s'affaccia
scruta dall'alto
lo scambio di ruoli
che segnano il divenire della vita.